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  • Luca Gonzatto

Il coraggio di essere fragili | Storia Zen

Tutti abbiamo un lato fragile.


Un punto particolarmente sensibile che tendiamo a nascondere al mondo quando in realtà è proprio quella “diversità” a renderci unici…


Parte di un puzzle che senza le nostre fragilità non potrebbe essere completo.


Mi sono spesso chiesto: come trasformare la “diversità” in una vera ricchezza per noi e per il mondo? Sei davvero pront* a farlo?


Ti condivido con grande piacere una bellissima storia zen


<<Un’anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero.
Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un vaso e mezzo di acqua.
Ovviamente il vaso intero era fiero di sé stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito.
Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l’anziana donna, e dalla sua estremità del bastone le disse: “Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell’acqua che prendi”.
L’anziana donna sorrise “Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull’altro lato? Questo perché solo dal lato dove so che tu hai una crepa e lasci filtrare l’acqua ho piantato semi di fiori. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.
Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia vita>>




 

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